|
Inizio a fare scherma come tutti, un po' per caso nel 1986 all'età di sei anni, e come tutti vivo quello che per me rappresenta un impegno importante e costruttivo come la pratica di uno sport agonistico. Vivo esperienze indimenticabili con i miei compagni, visito posti bellissimi. Si, mi tolgo anche qualche piccola soddisfazione sportiva anche se questo, mi ha sempre insegnato il mio maestro, non è tutto. Poi un bel giorno qualcosa va storto, ed allora succede che ti ritrovi con i tuoi amici alle tre di notte davanti alla tua sala di scherma a chiederti se continuerai a fare scherma o se sarai costretto ad andare veramente a fare spinning e aerobica in palestra (che incubo!). Succede anche che proprio non ci stai a pensare che il tuo maestro da quel momento in poi prenderà in mano la sua sciabola solo per spolverarla ed allora decidi di fare una cosa folle. Ti ritrovi ancora una volta con i tuoi amici, questa volta c'è anche lui, il temibile, il vecchio, quello che a settantacinque anni ancora ha voglia di farti lezione e farti scoppiare di fatica, fino a farti chiedere in ginocchio di farla finita. Questa volta la cosa si fa concreta, il pensiero è molto semplice: perché non mettiamo su una bella società di scherma, tanto ce la possiamo fare dice qualcuno, si, certo, tanto io esco la mattina di casa alle 7 e torno alle 19, dimmi dove lo trovo il tempo di fare anche il dirigente sportivo!! dice un altro. Conclusione del dibattito? In circa due ore nasce il Circolo Scherma U.I.S.P. Siena, siamo nell'agosto del 2003. A settembre ti ritrovi con i tuoi compagni di avventura al campo scuola per iniziare la preparazione atletica. Siamo in sette, e se consideri che uno è un amico che è passato a trovarci, non è un risultato molto incoraggiante. Ma perché dobbiamo perderci d'animo, tanto ormai la frittata è fatta, questo anno lo dobbiamo finire in tutti i modi, poi l'anno prossimo vediamo. E finalmente si parte con la scherma in pedana. Pedana, si fa per dire, le pedane costano, ma soprattutto dove possiamo tenerle noi che non abbiamo nemmeno una palestra nostra? Intanto pensiamo a tirare che prossimamente ci sono gare importanti. Con la scherma in pedana, è ovvio arrivano anche i primi bambini, il primo segno importante che la nostra idea non è stata folle, ma a qualcuno è piaciuta davvero. Così succede che da essere un atleta che ha ritrovato un posto per allenarsi diventi un dirigente sportivo che deve pensare a far allenare il vivaio della sua società, una responsabilità davvero grande per ragazzi come noi abituati a prendersi in giro in pedana e fuori. Così se ne va il primo anno agonistico, pochi risultati e molta fatica per arrivare in fondo senza che la nostra creazione collassi su se stessa. Inizia il secondo anno: buoni propositi, perché il primo, in fondo, non è andato poi così male. Iniziamo di nuovo ad allenarci, per fortuna ci hanno raggiunto anche ex compagni che in seguito si riveleranno fulcri importantissimi della nostra attività ed il numero dei bambini è cresciuto molto (bel lavoro!) Così, riflettendo, inizi davvero a pensare: ora non si torna più indietro, poi ripensi ma chi è che vuole tornare indietro?. Organizzi scambi culturali con schermidori londinesi, cene in case in cima al monte maggio, gite al mare, ricominci a fare tutte le gare che il calendario propone, proprio come facevi quando avevi quindici anni, e non per il risultato (idea che ormai hai abbandonato da anni), ma per il gusto di partire tutti insieme e stare via un fine settimana a far baldoria, anche se gli alberghi non sono sempre il massimo. Sul più bello è ovvio, arriva sempre la stangata così, mentre sei a Bondi Beach a fare surf, il tuo Presidente ti manda un messaggio senza farti preoccupare più di tanto che recita: problemi gravissimi, siamo senza palestra, ma non ti preoccupare. Torni dall'Australia e ti cimenti in un trasloco lampo, il più veloce della tua vita ed il più difficile. Si perché devi trasferire una sala di scherma da una palestra di 300mq ad una di 40 e ci devi restare per quattro mesi, fra l'altro i più importanti della stagione. Non ti perdi d'animo neanche in quell' occasione, trasferisci tutto insieme ai tuoi amici, il furgone di uno di loro e l'ape 50 di un altro. Riprendi gli allenamenti in questa piccola palestra dove ci sono solo due pedane per trenta persone ed ecco la sorpresa. Arrivano i primi risultati importanti, un titolo italiano a squadre (sciabola femminile) un argento (fioretto maschile) e tanti altri piazzamenti nelle gare individuali. Cosa è successo? Soltanto che siamo diventati un gruppo imbattibile, capace di affrontare ogni difficoltà senza paura. Finisce l'anno agonistico e si va tutti in vacanza, questa volta ne abbiamo davvero bisogno. Inizia il terzo anno, finalmente, grazie alla U.I.S.P., abbiamo di nuovo una bella palestra, i bambini sono tornati tutti, ora iniziano a fare gare e risultati. Che soddisfazione, due anni di immensi sacrifici ripagati nel giro di un paio di gare dei nostri bambini! Ora sei lì, a contemplare quello che insieme agli altri sei riuscito a fare, perché nel frattempo ci sono nuovi arrivi anche tra i grandi: uno straniero, un altro che l'ultima volta che l'avevi visto in divisa da scherma era davvero piccolo, l'ultimo che l'ultima volta che ha l'ha indossata non lo conoscevi neppure. Contempli, perché ora che tutti i tuoi amici sono lì che tirano e si divertono, sei davvero soddisfatto del lavoro svolto, contempli perché vedi il Presidente che dice di essere in palestra alle 18 ed arriva alle 20.00, comunque c'è, sempre, anima e corpo, contempli perchè vedi gli sciabolatori maratoneti che di prendere l'arma in mano non se ne parla prima delle 20, ma alle 18 sono già in palestra, perché vedi i fiorettisti che sono tornati dei bambini e che tutte le sere, anche se sono in tre fanno un girone e chi vince è re per una notte, perché vedi gli spadisti, che sono pochi ma ci mettono l'anima e vedi i due D'Argenio che sono davvero instancabili e sono sempre lì con te, per te. Tutti lì per una causa comune: stare insieme e divertirsi perché questa passione possa non finire mai. Vuoi sapere come finisce la favola? Non lo so, ma per ora è una delle più belle della mia vita.
|